cervelli canaglia
dialogo tra due rinnegati del sistema turbocapitalistico avanzato
vecchio amico di liceo
: uei ciao, com'è?? A me discretamente, entro fine mese dovrebbe arrivarmi la risposta per il financing, ancora non apro ditta; il lavoro di preparazione è quasi completato (ci ricaverò anche un paper per riviste) e varo un sito web: fra teoria, Gis, C++ e servizi da offrire, ce n'è di roba da mettere! Tu? Salute? Linux? Lavoro?? Ho visto sul CorSera il messaggio di ricerca personale della tua xxxxx, avete riempito le caselle??? Saluti ai milanesi (Fabrizio si è aggiunto, no?). E fatevi un giro in Feltrinelli in Corso Buenos Aires; al piano di sotto, c'è (c'era un mese fa...) una poltrona giusto di fronte al settore poesia; prendetevi "per un secondo o un secolo" di Maurizio Cucchi e buona lettura! :-)
informatico a milano
: Ciao caro, va discretamente anche a me. Da un mese frequento corsi di yoga, e sto decisamente meglio, sia nel corpo che nello spirito. Poi frequentare un centro yoga è un'ottima occasione per conoscere gente nuova (soprattutto ragazze devo dire, ma non è questo lo scopo di tali frequentazioni). Mi trovo bene perché è un ambiente pulito e non competitivo, a differenza della maggior parte degli ambienti che noi giovani siamo 'costretti' a frequentare. Anche il lavoro va abbastanza bene, tranne qualche piccolo litigio interno, ma niente di grave.
vecchio amico di liceo
: stress, brutta roba, yoga (& ragazze...) può aiutare; la competitività certo stanca, ma il lavoro è una cosa seria; forse attraversi una fase di ripensamento delle priorità ma non voglio dire sciocchezze. La mia esperienza personale è stata di tirarmi fuori poco a poco dalla viziosa logica da schiavo nella quale m'avrebbero messo volentieri in università, e poi da precario dipendente. Non ho ancora risolto altrimenti ma vivo su un mio obiettivo e conto sulle mie forze per realizzare un progetto ragionevole, di lavoro, senza sacrificare altri interessi. Non è un sermoncino, né consigli; riporto il progressivo rifiuto verso sottili ricatti iniziati da quando, a circa 25 anni, ho cominciato a sentirmi fare discorsetti su come si sta al mondo e si fa carriera. Nelle poche occasioni di colloquio, ho fatto ben presente questo rifiuto (e non a caso non ho mai ricevuto proposte serie di assunzione!). ciao!!
informatico a milano
: Non sono sciocchezze, si tratta della pura verità. Ma il ripensamento (o meglio lo stravolgimento) delle priorità è partito 5 / 6 anni fa, quando svolgevo il servizio civile nei dintorni di milano. Una sera tornavo dalla cooperativa dove svolgevo servizio; all'uscita della metropolitana vidi un giovane signore ben vestito con la classica 24 ore e mi dissi: 'io dovrei diventare uno schifo del genere?' Quell'immagine mi ripugnava. Ma la cosa finì lì, non indugiai in altri pensieri. Poi una notte, non riuscendo a dormire subito, cominciai a vagare con la mente in cose più o meno serie, ma non ricordo esattamente cosa. Tre anni di psicanalisi mi avevano probabilmente liberato spazi mentali senza che io ne fossi pienamente cosciente. O forse, più probabilmente, un libro di storie zen che avevo comprato e che leggevo al mattino in metropolitana... Fatto sta che quella sera in pochi minuti raggiunsi una sorta di illuminazione mentale; non è come prendere una decisione qualsiasi basata su argomentazioni razionali; si tratta di qualcosa di molto più potente e inequivocabile, che non lascia adito a dubbi. Avrei lasciato l'università, che avevo iniziato con tante speranze e buoni propositi e proseguito con molti sacrifici mentali e materiali, a soli 5 esami dalla laurea. Mi sentii finalmente liberato da un grosso peso. Usi parole davvero appropriate: viziosa logica da schiavo, sottili ricatti, come si sta al mondo... Tutte cose che conosco molto bene per averle sperimentate sulla mia pelle e per aver opposto ad esse sempre un deciso rifiuto (nei limiti delle mie consapevolezze del momento). Sono arrivato ad odiare tante persone, in primis i miei genitori, per lo stato di schiavitù nel quale avrebbero voluto facilmente ridurmi con la tecnica del ricatto dell'affetto parentelare che veniva elargito in cambio della mia stessa vita libera. Tuttora quando spiego alle persone che non sono laureato pur mancandomi così poco alla laurea mi sento ribattere senza variazioni sul tema: 'ma non hai mai pensato di proseguire con gli studi?'... 'ma è un peccato che tu abbia abbandonato!' (questa frase la dicono anche per il pianoforte)... Ormai che la tempesta è passata queste frasi ad un tempo mi divertono e mi fanno provare profonda amarezza. La gente non comprende quale prezzo occorre pagare per conquistarsi una fetta di libertà e di felicità. Anzi credo che non abbia per niente chiaro cosa significhi essere liberi e felici, perché nessuno si è mai premurato di insegnarglielo. Ancora mi dicono: 'ma a cosa ti serve linux? Windows è molto più facile e poi gli applicativi sono migliori'. Non comprendono quanto sia impagabile la libertà intelletuale anche nelle scienze applicate; quale emozione si provi nell'apprendere che centinaia di programmatori volontari in tutto il mondo lavorino gratis per rendere qualcosa di bello di utile all'intera comunità, senza sapere dove, quando e a chi... Il valore della condivisione (che esisteva nelle società primitive e ancora esiste in alcune tribù estranee al nostro mondo 'civile') si è completamente esaurito nel mondo che conosciamo. Ormai siamo solo parti di un ingranaggio produttivo e veniamo valutati utilizzando come parametro soltanto l'efficienza economica. Tutti gli indizi portano in questa direzione, ormai non ho dubbi. Nel corso degli anni ho studiato (e sto studiando) il pensiero orientale, vedendo in esso una strada per l'autorealizzazione. Con mia grande sorpresa questo ha contribuito a darmi una visione corretta anche sul pensiero cristiano: e mi sono reso conto di come tutti (privati e istituzioni) in occidente siano lontani dal comprendere e vivere anche una sola lettera delle scritture. Quale amarezza nel vedere tutto, anche principi così nobili, asservito ad una logica di potere. L'ego umano non ha limiti. Credo che i miracoli possano essere fatti dagli uomini perché l'uomo può essere altrettanto positivo quanto negativo. E quello che vedo nella vita di tutti i giorni è una negatività dalla profondità straordinaria. Mi sono anche dedicato alla scrittura, nei ritagli di tempo. L'unica cosa saggia che ho scelto a 18 anni è stata quella di non illudermi che potessi far convergere l'interesse di mercato (o comunque pubblico) con la libertà dell'espressione artistica. Volevo che la mia interiorità si esprimesse completamente libera da vincoli. Nonostante questo credo di non esservi riuscito. Il motivo sta nel fatto che i vincoli li abbiamo dentro, prima che fuori di noi (anzi, quelli esterni sono soltanto una nostra proiezione illusoria). Da qui il mio impegno quotidiano: nel migliorare la mia condizione di spirito e nel tentare nuove sperimentazioni dell'arte che siano libere da vincoli di ogni tipo (forse questo stesso anelito è un vincolo dal quale non riuscirò a liberarmi tanto facilmente...). Ogni forma mi opprime... lo stesso pensiero che un verso poetico abbia un inizio e una fine e sia legato a una codifica di vocabolario mi disturba e mi lascia profondamente insoddisfatto Cerco un'arte che sia fatta di suoni reali, non quelli delle convenzioni musicali ma quelli che scaturiscono dalle regioni profonde dell'io. Forse in un attimo mi sveglierò da queste visioni oniriche e mi renderò conto alla luce del sole che l'unico modo è stato e sempre sarà quello della quinta sinfonia del gigante, e solo in esso trovare la nostra libertà o la nostra dannazione.
vecchio amico di liceo
: bella lettera, grazie, davvero. stavo in casa con un ragazzo diplomato al conservatorio in violino, corso regolare di 10 anni; ha mano mano dimenticato il violino per farsi zzzz sssss e ora sta all'uuuu, in cfl fino a giugno 2005, poi si vedrà. è contento, dice, anche se si sta travet-tizzando :-) quando sono venuto a milano a gennaio, la prima sera sono stato con lui, m'ha portato dove abita (con la ragazza e la sorella di lei, casa piccolissima subito dietro il duomo), poi a mangiare una pizza lì vicino, pizzeria Napoli, mi sembra... economica e dignitosa: è di spirito placido, sopporta molto. non suona più il violino. ti parlo di lui perché amava moltissimo bach e si litigava perché io adoro mozart; ora tu mi dici di beethoven... siamo al completo, ma chi suona?? :-) a leggere il tuo lungo messaggio, mi pare che (sempre senza voler dire sciocchezze) ti manchi l'amore, ma qui si entra in sfere talmente private che non è giusto parlarne via mail; ecco, magari il corso yoga potrebbe aprirti occasioni per nuove amicizie. bùttati! in ogni caso, ciao e forza! buona vita!
informatico a milano
: Ormai non credo più nella teoria, nella storia, nella politica, nelle filosofie dei ricchi. Credo nell'unica rivoluzione dello spirito. Questa soltanto ci può realmente cambiare... e quindi cambiare il mondo.Il troppo rumore è solo il sintomo si una civiltà degenerata che della sua confuzione e superficialità estreme ha ormai fatto uno strumento di culto. E così si alimenta. Davvero guardando i polli allevati in batteria mi fanno molta pena; amo i nostri fratelli animali che condividono le nostre pene e difficoltà su questa terra. Ma la cosa peggiore è che vedo nella loro condizione rispecchiarsi esattamente quella degli uomini della nostra epoca. Ignari di questa condizione loro come noialtri (almeno i più). A questo punto si capisce benissimo come il tuo amico non suoni più il violino, pur avendo concluso gli studi istituzionali. L'ordine sociale è: impara giusto quel tanto che ti serve per... Dove il verbo 'servire' è nel suo significato che si addice soltanto allo schiavo e non all'uomo libero (anche Gesù serviva gli altri e diceva: se volete essere i primi dovrete imparare a diventare i servi di tutti). Ma da chi provengono tutti questi ordini e come hanno fatto infine a radicarsi così intimamente nel tessuto sociale? Quasi come se tutto il sistema provenisse in blocco dalla teorizzazione di un'unica mente consapevole o comunque da una tradizione oligarchica di menti che hanno degli interessi comuni. Di norma le filosofie sono esplicite, le trovi sui libri. Questa no, non appartiene al rango delle teorie presentabili e quindi non si studia a scuola. Anche perché le sorgenti sono occulte o comunque non rigidamente identificabili. Bach e Mozart? Praticamente la prova evidente che Dio esiste e ci parla. Nessun essere umano per quanto intelligente potrebbe produrre niente del genere con le sue sole forze. Sai che Mozart scriveva di getto senza fare mai correzioni? Nei suoi manoscritti raramente si sono trovate cancellature o correzioni... Naturalmente tra i due abbiamo una profonda spaccatura caratteriale: perfettamente devoto il primo, inquieto e bestemmiatore il secondo. Mozart tra l'altro è fantastico perché dietro l'apparente perfezione apollinea lascia intravedere (mai apertamente) il vero dramma della vita... un vento gelido e sinistro che apre spiragli sull'inferno e ci lascia profondamente turbati. Naturalmente fra tutti è Mahler quello con cui devo fare i conti davvero. Con il passato e la vita intera. Almeno fino a quando la musica non la smetterà di interrogarmi.
vecchio amico di liceo
: eccomi. polli in batteria, già. come suonare il violino? mahler, dunque... ho preso un fiasco con beethoven? la quinta sinfonia del gigante era di mahler? sorry... :-)
informatico a milano
: no, il gigante è sempre beethoven, ma l'ho citato solo come icona della rivoluzione in musica e di una sua possibile filosofia.
--- questo articolo, nello spirito di quanto tratta, ha il copyleft. marzo 2004. ---