Tre poesie inedite, di Stefano Guglielmin

 

 

 

1


là dove stanza copre lo spazio dei nomi
città
scopre la voce     quella selce che levigata
fonda casa e campagna

l’insieme remoto dei libri mentre risale la torba
e salda s’infila in questo suono o rumore in questa
lama che tiene a bada le cose

le lascia nel bosco in quel folto dove rina s’infuoca
appena l’orco l’assale        e non c’è pozzo
più aperto di lei

mentre l’olmo e la rima si sfanno e così la lingua
nella sera che in quella presa     salda vicolo a torre
la curva dell’umore alla nera morte nera

vita come ai più solidi risparmi l’alveo della mano
o in questo piano   
                                     l’asse che perdura

 

 

2


l’innesto della lana rossa nella piazza di alessandro
il magno passeggiare sulle cime la domenica
lo scolinare dei butti a primavera    

l’elenco tutto del respiro in ogni città     a piedi
con l’arteria nel verde dell’aiuola e        i saluti
ovunque nelle strade

una boccata presa per sbaglio di parole
buone e strette con il favore dell’aria prima di cenare
l’anidride il piombo l’odore di gelato il perfetto

declinare dei licheni    la foto nei raggi della bici
il suo paesaggio a motore con tuo figlio che accelera
e scompare

 

 

3


la sorgiva che dalle bocche in piazza delle undici
si fa gazzetta fra le gambe delle donne
dalla cucina al duomo come faglie

aperte alla destra del colmo moltiplica lo spazio del
vedere ad ogni passo che la natica feconda
rimescola il sangue    in basso

la linea glabra delle voci con garibaldi nel tondo
e attorno le nostre anite ai tavoli che sparlano
di quell’andare ladro

di questa torba salda ai vicoli da secoli
come nel fiume l'incavo sabbioso o il lasco
che la città concede

 

 

 

 

Stefano Guglielmin è nato nel 1961 a Schio (VI), dove vive e lavora come insegnante di lettere.
Ha pubblicato, oltre alle sillogi Fascinose estroversioni (Bergamo 1985), Logoshima (Firenze 1988)
e Come a beato confine (Castel Maggiore 2003), il saggio Scritti nomadi. Spaesamento
ed erranza nella letteratura del Novecento
(Verona 2001) e un racconto breve in AA.VV.,
La lente chiara, la lente scura (Roma 2002).

 

 

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