I DIRITTI SONO DEI RISPETTIVI AUTORI

 

Non esiste un impulso estetico ma questo nasce in un contesto come pendant dell’atteggiamento del vedere qualcosa come opera d’arte. E’ scorretto postulare una particolare intenzione. Però se il vento soffia su tutta la terra, deve soffiare verticalmente in almeno un punto e deve esserci un ciclone. Ma la vita costringe a continue scelte in conoscenza imperfetta della situazione, del comportamento altrui e degli effetti delle varie scelte; esisterà una strategia per minimizzare le massime perdite? La situazione non è migliorabile con atti individuali unilaterali, benché in generale possa esserlo con atti collettivi. Ma non è detto che siano razionali. La legge del mercato non sembra affatto adeguata a condurla in una condizione di equilibrio e solo la pianificazione può farlo, con buona pace.

I numeri primi sono indecomponibili, non ammettono fattori diversi da se stessi e l’unità. Ci sono infiniti zeri complessi sulla stessa retta, ricco chi lo mostrerà. Trovare una soluzione è più difficile che verificarla impiegando lo stesso tempo, né si può formalizzare tutto in un unico sistema; ed è non plausibile provarne la consistenza con metodi finitisti: i numeri sono entità astratte e inerti da un punto di vista causale. A meno che siano oggetti fittizi, come i personaggi di un libro: ci deve essere una storia in cui il Belize ha vinto tutte le medaglie d’oro alle olimpiadi anche se la probabilità è bassa. Dipende dai modelli: l’esattezza è subordinata alla nostra esigenza dallo scopo che ci prefiggiamo. Non esistono geometrie più vere delle altre. Si somigliano.

Si vollero creare sistemi affiancandoli ad una prova di tenuta logica del tutto, posizione e quantità di moto. E’ un’età caotica e verrà la teocratica, mi sento a casa fuori porta e la forte letteratura è agonistica. Non è un programma di redenzione sociale: la possanza estetica dà modo di imparare a parlare con me stesso e a sopportarci. Pochissimi lettori della classe lavoratrice hanno avuto peso nel determinare la sopravvivenza dei testi, sono altrettanto estraneo alla categoria degli autori eminenti quanto alla folla. Produco abitudini d’azione, non il possesso né la ricerca; il carattere non è imputabile ad una singola teoria ma ad una successione, ad un programma che è per giunta determinato nel suo nucleo da assunzioni preanalitiche di tipo metafisico e di conseguenze non falsificabili. Non esiste una immacolata percezione: l’etica non può formularsi. L’etica è trascendentale. Etica ed estetica son tutt’uno.

Si tratta di due vie e due culture: quella creativa e quella erudita. Solo la sintesi interiore dà modo di capire. La misura è dentro di noi o non c’è. La poesia porta alla luce della coscienza questo sotterraneo movimento. Poiein, fare. Le parole antiche sono le più vicine alla sostanza e al senso delle cose. La poesia agisce. Opera in chi la sente. La parola, costitutivamente fatta di suoni e di silenzi, suscita in noi il movimento. Poiein, fare, in luogo di poio, fingo. Al cospetto della lontananza il poeta compie un movimento d’amore che lo avvicina. Non c’è molta differenza fra poesia e scienza; l’unica consiste nel fatto che la prima indaga, la seconda ama. Si è argomentato spesso sull’inutilità, ma è una inutilità particolare. Non di solo pane vive l’uomo. Come l’intuizione è pensiero di ciò che non è ancora sistemato nella mente, la poesia è parola di ciò che non è ancora storia. La poesia è un mezzo semplice, Tonino Guerra faceva imparare a memoria ai suoi compagni di lager le poesie. Si dice che i poeti sognano. "Ci presenteremo alla morte con le nostre parole e i nostri sogni".

L’interpretazione americana dell’americanismo, sotto forma di pragmatismo, resta ancora al di fuori del dominio metafisico. Si limitano a prendere in esame l’uno dopo l’altro i dualismi tradizionali, a mettere in evidenza le difficoltà cui ognuno di essi ha condotto e a suggerire che possiamo benissimo farne a meno. Avere l’idea-idea è credere di avere una capacità d’estrospezione, di essere cioè in grado di concentrare il braccio della mente. Ogni azione è una reazione al mondo esterno; e lo stato intermedio costituito dal nostro considerare o contemplare o pensare è soltanto un luogo di passaggio. E’ solo in virtù del comportamento che esistono la percezione e il pensare. L’irritazione provocata dal dubbio è il solo motivo immediato per lottare fino a conseguire una credenza; il pensiero consegue uno stato di riposo, almeno momentaneo, quando è raggiunta la credenza. Ancora prima di arrivare ad una qualche definizione avevano già e ben fermi i loro preconcetti: se è possibile definire accuratamente tutti i criteri che governano gli usi cui un predicato può essere applicato, si avrà in questo caso una definizione completa del significato di ciò che viene predicato.

L’estetico, nei riguardi dell’esperienza, non sia un intruso proveniente dall’esterno per un lusso ozioso o per una idealità trascendente, ma lo sviluppo chiarificato e intensificato di tratti che appartengono normalmente a ogni esperienza completa. Modo primario, trattare, fare in vista di, fare con, godere, affrontare: io conosco. Noi siamo liberi nella misura in cui conosciamo ciò che stiamo facendo. Il gusto è il risultato dell’esperienza cumulativamente portata a influire sull’apprezzamento intelligente del valore reale delle propensioni e dei godimenti. Ciò di cui c’è bisogno è una disamina intelligente delle conseguenze che vengono concretamente provocate dalle condizioni e dai costumi tradizionali, in maniera che ci sia una considerazione intelligente dei modi in cui essi vanno sottoposti ad una modifica intenzionale, perché se ne generino conseguenze differenti. Il fatto cruciale da tenere a mente è che il linguaggio viene acquisito da coloro che lo parlano e, nell’acquisirlo, chi impara un linguaggio non ha nessun dato di cui disporre che non sia il comportamento manifesto degli altri parlanti. La stessa estensione diventa imperscrutabile.

Difficile da noi parlare senza imbarazzo, ciò che si afferma è l’individualità assoluta. Prevale una lettura simbolica, atemporale dei dati di realtà. Indimostrata quanto indiscussa è l’autenticità che si rivendica e che condiziona l’interprete, costringendolo a misurarsi con categorie a rischio come sincerità e verità. Prevarrà l’orientamento a straniarci nella deformazione, a scartarci dalla mimesi. Parola totalizzante che trionfa in tutte le fogge. Matrice autobiografica fortemente moralistica. Lessico dimestico, prosastico: è della poesia che continua a parlare, mentre vorrebbe occuparsi della realtà. Alcuni percorsi paiono davvero convergere, il tempo si scandisce in accelerazioni e contrazioni che negano lo sviluppo lineare. Si capisce bene che non è il suono a decretare l’esito verbale, ma un bisogno di afferrare il significato, di comunicare un messaggio, che resta impigliato nel prevalere della riflessione o dell’accensione mistica, bloccato da una troppo carica provenienza letteraria. Di fronte a un paesaggio di ossari la parola resta priva di repertorio. Misura, rigore, profondità assumono la parola come cifra assoluta di conciliazione panica, un canto insopportabilmente protratto. E’ l’opzione nuova, decisiva, per la calda vita. E’ la rivalsa della stilizzazione sull’angoscia del vivere. Il rinvio mitico è riassorbito dagli enigmi celati nel quotidiano. Spesso è la figura femminile. E’ lo scrivere poesia come attività separata che comincia a essere messo in discussione alla prova dei fatti; non ci si può rinnovare quando lo stile ha preso la mano all’intelligenza. Epica, dunque, più che lirica; molto costruita, molto consapevole la fenomenologia del dato, del dettaglio. Il corpo come luogo del linguaggio; non all’io ma allo sguardo se ne affida l’esplorazione, la balcanizzazione, il suo sradicarsi in funzione dell’orale, del visuale.

La Doxa mi chiede per chi voterò. La voce è di un ragazzo che, dall’altra parte, respira. Non so quale chiarezza dentro la rovina. Tutto ritorna qui, confine del luogo. Quel non parlato di chiodi per terra. Il Professor D’Amato spiegava un pronome… nemo: nessuno, non nemo: qualcuno. Nessuno giungerà oltre le vene, è semplice, ragazzi. Qualcuno è scomparso o comunque non dà notizie. Il postino mi consiglia di guardare meglio nella buca, anche in quelle vicine. Guarderò. Neminem excipi diem: per nessun giorno ho fatto eccezione. Morire è dunque perdere anche la morte, infinito presente, nessun appello, nessuna musica di una chiamata personale. Oltre le vene che furono rito e dimora, milligrammo e annuncio, grido infinito di gioia o di soccorso, nessuno mai oltre queste vene. E’ semplice, ragazzi, nessuno.

Metodo. Se più modelli ammettono un fenomeno non sono indipendenti, dunque ragioniamo andando al nocciolo. Ma il fenomeno? Allora ragioniamo sul fenomeno a prescindere dal nocciolo. Ragionare sul fenomeno che abbiamo centra il nocciolo? Potremmo non servircene, non accorgercene. Dato il nocciolo, quanto è semplice lo studio di un fenomeno? Il mio fenomeno?? Sul fenomeno invento un nocciolo locale. Dato un nocciolo, ricavo i suoi fenomeni; dato un nocciolo, adatto un mio fenomeno. Ragiono sul fenomeno e il mio fenomeno: sono uguali? Ragionevolmente uguali? Ragiono sul fenomeno in via del nocciolo. Penso al nocciolo. Penso, penso, penso partendo dal fenomeno. Penso al nocciolo. Penso al nocciolo. Penso al nocciolo partendo dal fenomeno o invento un nocciolo che regga il mio fenomeno? Un nocciolo, fenomeni; un fenomeno, il mio nocciolo locale; più fenomeni, più noccioli locali. Dai noccioli locali il solo nocciolo, se c'è. Dal nocciolo fenomeni, il mio fenomeno. E il fenomeno? Un fenomeno è il mio fenomeno ma il fenomeno è un fenomeno? Dal mio nocciolo locale il solo nocciolo: ho inventato un nocciolo locale cercando di scoprire il solo nocciolo. Cercando di scoprire il solo nocciolo ho inventato un nocciolo locale che regge il mio fenomeno. Adottando con giustezza un fenomeno reale ho fatto una scoperta. Studiare serve. Sapere di fenomeni serve ad inventare scoprendo in via indiretta.


Col computer quantistico si possono fare tutti i calcoli in parallelo facendone uno in ciascun universo in cui il calcolatore si trova, compresa la scomposizione in fattori di qualsiasi numero. Col computer biologico e l’alfabeto a quattro lettere, programmando in Lisp, si possono risolvere in maniera efficiente casi speciali di ricerca di cammini hamiltoniani: l’evoluzione non promuove il successo riproduttivo dell’individuo, ma quello del gene. Un gene altruistico sarebbe positivamente selezionato anche a frequenze elevate nella popolazione. La cooperazione basata sulla reciprocità può innescarsi in un mondo asociale, può svilupparsi interagendo con altre strategie e resistere anche all’invasione di altre strategie una volta che si sia completamente imposta. Il sesso consente la ricombinazione genetica e quindi la difesa contro i parassiti. I limiti del linguaggio sono i limiti del mondo, la gamma dei segni che possiamo riuscire in qualche modo a interpretare è ciò che definisce lo spazio morale emozionale e intellettuale in cui viviamo. Quanto più grande è tale spazio, tanto più grande potrà diventare la nostra capacità di capire che cosa si prova a essere qualcuno che crede che la terra sia piatta, senza per questo accettare o approvare quel modo di vita. Guardare le altre civiltà da lontano è un lusso che non possiamo più permetterci.

Il destino ha voluto che per il mio lavoro io dovessi inciampare continuamente nella guerra; mi chiedo quanti morti si porterà appresso la prossima guerra. C’è stato qualcuno che ha creduto in quel che faceva, è questa la testimonianza che posso dare. Sono fiero di quel che faccio / ma forse farei meglio se tu / dolcissima mia compagna / non fossi con me. / Non disperare, mia amata, e canta / ai figli la canzone della donna / che attende lo sposo. Mi sento come se fossi morto un poco. In prima linea soldati tedeschi con lo zaino carico di munizioni affrontavano allo scoperto una passerella per rifornire commilitoni finiti in una sacca. I russi li ammazzavano uno per uno, come fossero birilli. "Ma sono degli eroi". "No", rispose l’ufficiale tedesco di collegamento: "Sono prigionieri russi ai quali abbiamo messo la nostra divisa". La morte dell’uomo mi diminuisce.

Forse sta davvero e finalmente finendo un’epoca: quella del preventivo. Intendo quella del poeta preventivamente deluso, del poeta che ha già pre-giudicato il mondo e poi ne scrive. E si mette a fare letteratura. Buonissima letteratura, magari, ma già, per così dire, pregiudicata dall’avvio. Vivere è diventato stancante ma i veri delusi sono quelli che non la reggono, la delusione della vita, e la Senna del niente li attrae. I delusi che invece si consolano con la glorietta letteraria diventano patetici. Cosa è la coscienza? Io sono il movimentato paragone tra l’esperienza e qualcosa che ho dentro. Lo sfruttamento dei fattori primari della produzione, l’investimento di capitale, l’utilizzazione di tecnologie estere e la creazione di tecnologie nuove, il peso preponderante dell’innovazione che può anche non avere successo.

La zecca non ha una rappresentazione del suo ambiente, non applica regole, non pianifica azioni in vista di scopi espliciti. E’ dal 1948 che le zecche ci succhiano il sangue. Sei volte, quasi sette, ed ancora: resistete in nome di Dio, non credete al nemico servo dell’infedele, io non sono fuggito, sono dove devo essere come voi dovete rimanere dove è giusto che stiate, non perdete la testa come pulcini che vanno a destra e sinistra e finiscono in una fossa. Un giorno qualcuno scoprì che in riva al mare quattro conchiglie valevano una lepre ma ben sei dietro le colline. E subito riprese il viaggio come dopo il naufragio un superstite lupo di mare.

 

 

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