Opere grafiche di GIAN RUGGERO MANZONI (http://www.gianruggeromanzoni.it) Testi di ANDREA PONSO per gentile concessione degli autori alla redazione di nabanassar (visualizzazione corretta su schermo 1024*768, internet explorer 5.0 e superiori, carattere medio) certo superata, perché riattraversarla per essere felici?!" Carmelo Bene, A Boccaperta
I Cadevamo come mosche: ci prendeva, la vertigine, dalle gambe -
poi, la spina dorsale: corallo, anello, polvere. La voce spinta dall'enfasi porta il respiro - lo porta, fino a parole sfalsate, oltre le radure del vero - perché là porta il respiro.
QUIETE E FELICITÀ
dal volume IL GIARDINO DEI SEMPLICI, Ed. Gasparelli Artecontemporanea ![]() II Il libro é quasi pronto, la vodka nel catino. I biglietti dei
vigliacchi raggrumati nello stomaco; anice incerto su botti e vetri
calzati Sono felice: non mi guarisce più l'approssimarsi della tua discendenza. "Semplicità - gridava - Semplicità!". I tamburi hanno bordi di morte, questo é il ritmo. GUARDARE LE NUVOLE
dal volume IL GIARDINO DEI SEMPLICI, Ed. Gasparelli Artecontemporanea ![]() III La pioggia sul vimini, sui musi spessi della selvatichezza. Un
reliquiario di note stonate, di accenti, di denti mischiati alla
grandine. IL RE DEI SEMPLICI
dal volume IL GIARDINO DEI SEMPLICI, Ed. Gasparelli Artecontemporanea IV L'idea che una mano ti frughi ogni pendenza: invasa come il
grano, poi battuta. Soppesata, ripresa poi stesa al sole:
nominata Un cortile, un'ansa dolce dove digerirsi brano a brano,
riconquistando lo stomaco che si contrae e riserva - uno spineto, dove
l'ala Sappiamo, da che mani screpolate nasca la grazia. LA DIVINITÀ DEI SEMPLICI
dal volume IL GIARDINO DEI SEMPLICI, Ed. Gasparelli Artecontemporanea V Pensa alla cesta intrecciata, allo stuolo delle mosche, alla
gendarmeria dei garofani che, nel profumo, presiede alla ferita,
alla IO NON MI MUOVO... STO!
dal volume IL GIARDINO DEI SEMPLICI, Ed. Gasparelli Artecontemporanea ![]() VI Badate che l'oro non ruoti troppo a fondo nella gola, che il
ferro non giri nel cranio, che il piombo non mondi le
tempie. ...............................
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