Un poemetto inedito
di Matteo Zattoni

 

 

 

INTERNO CASA

 

 

I

Di notte si rientra a forza nella stanza

come tirati per la manica,

qualcuno di loro mi aspetta alzato

lo sento che mi respira dentro

osservo il suo silenzio

dietro una delle inferriate.

 

II

Il mio piano era di restare buono, supino

col cuscino premuto sulla faccia.

 

III

La casa è materia inesplosa

che pulsa, racchiusa in comparti.

Eppure, basterebbe così poco

un piccolo foro nel muro

fatto quasi per gioco…

Il peso poggiato su un fianco

conto i secondi che mi separano

sconvolto, o sono morto

oppure ho fatto male il conto.

 

IV

Colpi secchi alla porticina in noce

mi faranno diventare matto

se non apro alla svelta

non è colpa mia,

la maniglia l’hanno tolta…

buttate giù questa maledetta porta!

Vengono in processione verso di me

masse di carne in uniforme

stato di decomposizione

si sbaglia chi ha dato l’ordine,

ancora non voglio…

sono di questo mondo, io

V

Non temere l’autocombustione

toglierà il male dai tessuti

ti farà più robusto, elastico

Ma guarda tu, come si agitano

le bestioline dentro la mia testa

Allora, che storia è questa?

Te l’ho già detto e ridetto, idiota,

non sono quello che mangio

ma quello che vomita!

 

VI

Hanno tolto i mobili dalla stanza

così siamo rimasti noi – uomini

spogli, svogliati, immobili.

 

 

 

--- diritti riservati, 30dic03 ---