Diventerò uno scrittore stupido
dialogo con Marco Drago
(http://www.maltesenarrazioni.it)
L’accusa è quella di essere uno scrittore prudente? Mah, la prudenza è sempre troppa, d’accordo… ma chiunque potrebbe essere accusato di prudenza, non so, forse siete come Moresco, che consiglia sempre di "tirare dentro tutto"? Io credo che la tendenza a tirare dentro tutto sia anche la mia, poi magari non ci riesco, ma dovreste leggervi i racconti de "L’amico del pazzo", il mio esordio del ’98, lì direi che prudenza letteraria non ce ne sia proprio. Il carisma non è certo il mio forte, avete ragione, ma alla fine chi se ne frega? Non voglio fare il condottiero, non ho nessuna truppa, sono abbastanza solitario, più invecchio più mi accorgo di essere ignorante e approssimativo. È giusto che il centro del palcoscenico venga occupato da quelli che se lo meritano per aver studiato e per aver lavorato di più.
Sul "condensato che non quaglia" devo dire che il mio grande problema è una certa mancanza di programma. Prima o poi i nodi vengono al pettine: mi si chiede a volte di esprimere giudizi letterari che non sono in grado neppure di elaborare; mi si chiedono spiegazioni su certe scelte stilistiche o contenutistiche delle storie che scrivo o della radio che faccio e io non le so fornire. Come ho già più volte detto, il fatto di essere un artista non necessariamente implica che io sia un artista autoconsapevole. Molte delle cose che faccio scrivo o dico forse non hanno neppure un perché ed è doloroso venirlo a sapere nel momento in cui mi fanno una domanda specifica. Dunque, come dire, fate quel che volete ma lasciatemi stare.
Che cosa devo rispondere? Rispondo invitandovi a leggere i miei libri. Se non leggete i libri mi sembra molto scorretto che esprimiate giudizi. Scorretto e ingenuo, nel senso che fate brutta figura voi, non io.
Scrivo per soldi, però diciamo che mi pagano per scrivere, che è diverso. Io scrivo perché mi piace e mi fa soffrire. Il pop tendo a nasconderlo, almeno non ci marcio sopra come un sacco di miei coetanei, poi è vero che io sono un grande maniaco di musica, più che di letteratura, e mondo pop e musica (pop) vanno d’accordo, no? Il cuore ce lo metto eccome. Io sono del tutto sincero, come no.
Beh, la citazione da "Disturbare l’universo" (contenuto in "Scrivere sul fronte occidentale") mi sembra invece appropriata. Qui ho le idee chiare. Non mi si può chiedere di diventare uno Scrittore Che Scrive Del Suo Tempo, non me ne frega niente. Sono ossessionato da altre cose, che hanno a che fare più con la psiche che con la società, non mi sento molto coinvolto nell’antiberlusconismo (-ismo che funziona bene, garantisce amicizie, consensi, appartenenza a un grande movimento di idee progressiste), più invecchio più le mie idee vengono considerate di destra, non mi sento coinvolto nel pacifismo, non mi sento coinvolto in niente di tutto ciò.
Dunque sono solo. Fiero di esserlo. Questo è il mio posto. Non so cos’altro aggiungere.
Domanda imbarazzante perché non ho uno scrittore italiano del cuore, a parte Matteo, ma vedo che ci avete messo sopra un bel veto, dunque niente Matteo…Direi però che i libri che mi hanno toccato di più, negli ultimi anni, sono stati quelli di Giulio Mozzi. Credo anche che sia un grande addetto ai lavori. Poi è un vecio, ha 43 anni, ormai è uno che conta, quando parla lui lo si sta a sentire, poco per volta ha conquistato tutti. Ricordo i primi tempi dei cannibali. Con Aldo Nove si parlava di Mozzi e lui faceva facce strane, come dire ‘non mi piace’, poi però a lungo andare Nove ne è diventato il primo ammiratore. Se non si hanno pregiudizi, credo che siano in pochi, oggi, a poter parlare male a ragione di Mozzi. Credo che i primi tre libri (specie "La felicità terrena" e "Il male naturale", non sono un grande fan di "Questo è il giardino") abbiano dettato degli standard. Manca un po’ il sorriso, manca del tutto il riso a cuore aperto, nelle sue storie, ma se non si hanno pregiudizi contro la cupezza (io sono morbosamente attratto dalla cupezza), dicevo, che se proprio non si è scaramantici e stupidamente positive-thinking, i libri del Mozzi siano un bel leggere.
Posso essere sarcastico? Certo, c’è la moda maltesiana. Lo sanno tutti. Se tu vai in giro e fermi per strada una ragazza di 16 anni, un impiegato di 38 e una signora di 76, alla domanda "Che cos’è Maltese Narrazioni?" rispondono tutti dicendo: "La rivista più trendy d’Italia". Ma andate un po’ a quel paese…
Se volete nomi di scrittori che mi fanno godere ecco: tra i contemporanei William T. Vollmann, Martin Amis, Bret Easton Ellis, certe cose di Thomas Pynchon, Michael Chabon. Tra i classici Hermann Melville, Joseph Conrad, Thomas Mann, Guenther Grass, tra i poeti: T. S. Eliot, Georg Trakl, Robert Frost, William Carlos Williams e quel poco che ho capito di Wallace Stevens (ma sono gusti banali da studente di Lingue).
Ciao
MD