Simone Molinaroli

da Cani al guinzaglio nel ventre della balena (AssCultPress, 1997)

 

 

 

THAT’S LIFE (guardando la foto di John Coltrane)

La prima cosa, le righe della camicia

ma il resto è attenzione

come quella che uso io

quando la vita è in curva

e il piede freddo,

 

 

 

Bella questa vita bella

che si dimentica

di svegliarmi

la mattina tardi

ed è già

un naufragio ad occhi aperti

sugli scogli

del pomeriggio.

 

 

 

DISINTEGRAZIONE

Festante il sonno

è un aeroplano imbizzarito

che vola tra una selva

di viadotti

percorsi da aquiloni gialli

di luce.

Il risveglio è uno stretto

buco del culo

inagibile

invivibile

milioni di atmosfere di pressione

e dolore

calore

pietre

braccato

generale sgomento del cosmo

dove ci sono solo dieci persone

una che parla

una che telefona

una che prepara i dolci

una che muore

una che osserva

una delicata

una che non ce la fa a dirlo

e conta le pecore

e conta le pagine

conta di rivivere domani

e incontrare chi ha

la benzina per il motore.

Invano queste ore passano

perché ci sia un movente

      uno scopo

      un complimento.

Passano perché si tocchi

    la morte sterile

    di penombre inerti

    sotto un portico a ripararsi

    da intemperie maldestre

    sotto un portico a ripararsi

    da maliziose comparse

    di un film

      sulla pioggia.

Si potesse ridere di qualcosa

essere sicuri

di avere fatto

abbastanza

    per fare tutto il possibile.

Si scrivessero frasi come

    hamburger tango frigo-a-palaia.

La decima persona sono io

o un’altra che legge

ma più spesso io,

    (è un mio difetto)

una che per 24 ore

scansa gli autobus

    le fucilate

      le decisioni.

 

 

 

DESTINO IN REPLICA

La pazienza non è una virtù

prendiamoci ciò che ci spetta

prima che l’ingestibile

disordine

    deragli

sulle palpebre anoressiche

di chi è avanguardia

    di sé

di chi cade

    e finge di volare.

Lo sa bene chi per cena

ha un piatto di scherzi

il mondo s’impegna

a mostrare gioielli

ai meccanici del pomeriggio

    spezzato.

Architetture fragili

Innesti di organi

    inoperosi

in corpi pigri di sfoglia

in arti di scarto

del piano settimanale di rinascita.

L’eco stentato di promesse folli

non sazia gli affamati

i senzaniente del destino in replica

e la vita è questa

girandola di lampi

    e smarrimento.

 

 

 

KINGSTON – ROTTERDAM

Kingston – Rotterdam

fa tre rampe di scale

e uomini liquefatti

incollati alla plastica

al neon.

Devo stare calmo

scegliere una città

e l’angolo dove muovere

      le gambe

dove il gioco mimetico

persista e mi celi.

Senza opposizione

    mi sfracello

    nella sobria notte

    dei senzaniente

    guardando un ponte nella nebbia

    drenando sorrisi di rinterzo

    sulle sponde

    di un giorno nuovo.

 

 

 

LUNGOMARE VUOTO DI FOLLONICA

Lungomare vuoto risacca dub

sono un rappresentante di vibratori

deraglio cromosomi

sulla battigia infelice

dei mutanti.

Lungomare vuoto di Follonica

articoli in latex sparsi sulla sabbia

un cameriere sbiadito

serve il conto.

    La seconda visione

    di fame perduta

e scarpe di cemento

a fondo del mare.

 

 

 

 

Simone Molinaroli dirige la factory artistica "Ass Cult Press" di Pistoia.
---diritti riservati, 27nov03---