Si sa, il rendersi conto porta a deviare. E' caduta la croce, come il masso.
La strada è interrotta, la deviazione. Un'altra strada.
Nabanassar è un cartello.
Il bosco, a lato, non è più in fiamme. Qualcuno, capace di fare spazio e dare aria tra gli alberi, c'è, c'è sempre stato. Una strada, ora.
Una cosa: contro le tristezze, fare il vuoto. E non servono esclamazioni o proditorie provocazioni.
Un fatto è: borghesismi, borghesume di ogni risma, e letterari nello specifico, non hanno più armi. Rimarrà loro solo l'ingiustizia.
I vari numi tutelari sono dissepolti, il maestro è uno, e non è esoterico, né ha maiuscole, e non sappiamo nemmeno chi sia.
Se qualcuno non resiste alla tentazione di sentire gli echi, o a quella di mirare calici infartuati, e di sangui rapaci e marci, non ha decoro, soprattutto non vede.
Non è epoca di maestri. Quelli veri, sono morti da tempo.
Chi cerca il maestro del vecchio stampo, è un barbaro filtrato, uno sfruttato.
Chi non permette al sangue di circolare - sia pure un potente ingannevole maestro - è destinato all'oblio.
Nabanassar è un vigile urbano. Tiene aperti gli occhi, produce presenza.
(28 ago 2004)
E' disponibile il primo consuntivo nabanassariano, realizzato nel settembre 2003, relazione analitico/programmatica ad uso esterno (concorsi, convegni, ricerca fondi).
(14 nov 2003)
E' finalmente pronto "nabanassar", sito di letteratura curato da Giuseppe Cornacchia e Angelo Rendo, che si avvale della collaborazione -aperta a quanti/e vorranno partecipare- di Martino Baldi e Andrea Ponso (da settembre 2003 Gianluca D'Andrea è subentrato ad Andrea Ponso, che ringraziamo; ndr).
Crediamo occorra a noi trentenni uno spazio autonomo e non gerarchico di discussione/proposizione che consenta una vita "notturna" (altro dagli atti ufficiali della società-dei-poeti) della poesia. Il calendario babilonese, precedente quello giuliano (e quindi precedente tutto il sistema romano/giudaico-cristiano occidentale oggi in crisi anche in letteratura, si pensi a Beckett) si rifà al ciclo lunare: la poesia dei coetanei ci sembra generalmente più ombrosa che aperta.
Il senso del sito è nella rete che vorremmo stabilire con chi sente, vive e lavora di letteratura con atteggiamento simile al nostro, come fossimo nodi interessati a fare relazione al di là delle istanze strettamente individuali.
Quanto scritto esprime un pensiero mediato tra i quattro ragazzi finora coinvolti, è già un esito di rete. Ulteriori osservazioni sono gradite.
Grazie.
nabanassar, redazione.
(20 feb 2003)
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