nabanassar-atto unico, AA.VV., ACP, settembre 2003   aladar, Giuseppe Cornacchia, ACP, settembre 2003   il laboratorio, Gianluca D'Andrea, Lietocolle, luglio 2004   La medietà, Angelo Rendo, NEM, settembre 2004         nabanassar, sito di letteratura     Conatus, AA.VV., Bamako Edizioni, febbraio 2005   La collezionista, Chiara De Luca, Fara Editore, luglio 2005   Al mondo, Teresa Zuccaro, Sinopia Edizioni, giugno 2006   Ottonale, Giuseppe Cornacchia, Fara Editore, dicembre 2006  
un think tank per il terzo millennio occidentale
Nabanassar è un vigile urbano

Si sa, il rendersi conto porta a deviare. E' caduta la croce, come il masso.
La strada è interrotta, la deviazione. Un'altra strada.
Nabanassar è un cartello.

Il bosco, a lato, non è più in fiamme. Qualcuno, capace di fare spazio e dare aria tra gli alberi, c'è, c'è sempre stato. Una strada, ora.

Una cosa: contro le tristezze, fare il vuoto. E non servono esclamazioni o proditorie provocazioni.

Un fatto è: borghesismi, borghesume di ogni risma, e letterari nello specifico, non hanno più armi. Rimarrà loro solo l'ingiustizia.
I vari numi tutelari sono dissepolti, il maestro è uno, e non è esoterico, né ha maiuscole, e non sappiamo nemmeno chi sia.

Se qualcuno non resiste alla tentazione di sentire gli echi, o a quella di mirare calici infartuati, e di sangui rapaci e marci, non ha decoro, soprattutto non vede.

Non è epoca di maestri. Quelli veri, sono morti da tempo.
Chi cerca il maestro del vecchio stampo, è un barbaro filtrato, uno sfruttato.
Chi non permette al sangue di circolare - sia pure un potente ingannevole maestro - è destinato all'oblio.

Nabanassar è un vigile urbano. Tiene aperti gli occhi, produce presenza.

(28 ago 2004)



E' disponibile il primo consuntivo nabanassariano, realizzato nel settembre 2003, relazione analitico/programmatica ad uso esterno (concorsi, convegni, ricerca fondi).

(14 nov 2003)



E' finalmente pronto "nabanassar", sito di letteratura curato da Giuseppe Cornacchia e Angelo Rendo, che si avvale della collaborazione -aperta a quanti/e vorranno partecipare- di Martino Baldi e Andrea Ponso (da settembre 2003 Gianluca D'Andrea è subentrato ad Andrea Ponso, che ringraziamo; ndr).

Crediamo occorra a noi trentenni uno spazio autonomo e non gerarchico di discussione/proposizione che consenta una vita "notturna" (altro dagli atti ufficiali della società-dei-poeti) della poesia. Il calendario babilonese, precedente quello giuliano (e quindi precedente tutto il sistema romano/giudaico-cristiano occidentale oggi in crisi anche in letteratura, si pensi a Beckett) si rifà al ciclo lunare: la poesia dei coetanei ci sembra generalmente più ombrosa che aperta.

Il senso del sito è nella rete che vorremmo stabilire con chi sente, vive e lavora di letteratura con atteggiamento simile al nostro, come fossimo nodi interessati a fare relazione al di là delle istanze strettamente individuali.


Quanto scritto esprime un pensiero mediato tra i quattro ragazzi finora coinvolti, è già un esito di rete. Ulteriori osservazioni sono gradite.

Grazie.
nabanassar, redazione.

(20 feb 2003)