chiara
berlinzani presenta
anno ottavo
numero speciale dodici
PSEUDOLOSCENO
di Fabrizio Patriarca
L'osceno è innanzitutto una categoria
dell'esclusione: è quella parte del mondo che viene estromessa
dall'indirizzo della rappresentazione.
Per
questo lo sviluppo di un'estetica dell'osceno può darsi
esclusivamente come alternativa ai rapporti di constatazione che
regolano la società e la letteratura borghese. L'imperativo di
questa delibera è chiaramente la contestazione. Ciò che è per
definizione "fuori della scena" non deve essere parlato, pena il
crollo dell'intera rappresentazione.
La parola dell'oscenità è quella che sigla
e garantisce segretamente la sopravvivenza delle convenzioni (una
certa definizione
di
"stile" in letteratura, le regole del vivere sociale ecc.).
Ovviamente questa parola non può essere proferita senza che il
sistema
della constatazione venga improvvisamente sollecitato e
costretto a rivoltarsi in uno spasmo fatale. In questo senso la parola
dell'osceno non è una parola ostensiva, non parla
su/addosso/rispetto al mondo, ma parla il mondo in quanto agisce su di
esso, prova a cancellarlo o, quantomeno, a riconfigurarlo. L'osceno
è una parola politica (continua)...
SOMMARIO
DEL NUMERO SPECIALE
"INTORNO
ALL'OSCENO"
Nicolò La Rocca
RUBRICHE
corti in circuito
racconti
poesie
scansioni
visioni
testi e contesti
redazione
collaboratori
blog
contatti
Buona
lettura
La redazione di Pseudolo
(mailto:redazione@pseudolo.it)
******************************************************************
"Je n'aime
pas les hommes, j'aime ce qui les dévore..." (A. Gide)