ULTIMO ROCCO A PARIGI (1973)
a cura di
Santi Spadaro
"Ultimo Rocco a Parigi" è il brillante esordio cinematografico di Rocco
Palomma. Prodotto da Meno Procura col solo contenuto del porcellino di
coccio di suo cugino, diretto in tre giorni dal visionario Mike Wine (alias
Martino Bardi) sotto l'effetto di una cassa di chianti in una Parigi
ricostruita a Trastevere col legno delle casse di vino già svuotate, e con
la toccante interpretazione dell'attore di fotoromanzi Gianluca Dandy Rea
nel ruolo del pizzicarolo, che gli è valso un budello d'oro come miglior
attore non protagonista, questo capolavoro è stato all'epoca un vero pugno
allo stomaco: all'intera troupe (ben cinque persone) è stato negato il
diritto di voto e il giorno dopo della prima sono state sequestrate tutte
le michette dai panifici di Roma. Eccone brevemente la trama:
"Rocco è un ballerino di rock'n'roll acrobatico che si trova a Parigi per
un gara. La prima parte del film è quasi interamente dedicata a descrivere,
con un montaggio incalzante che precorre quello dei war-movie
hollywoodiani, i duri metodi di allenamento del Dottor X, trainer e medico
personale di Rocco. Intanto Rocco incontra Michette, giovane ballerina di
danza classica, e se ne innamora, senza conoscerne il nome e senza sapere
che in realtà anche lei è a Parigi sotto la supervisione del Dottor X.
Durante un allenamento Michette si infortuna, compromettendo seriamente la
gara; Rocco la trova a piangere per una strada imprecisata di Parigi e
approfittando di una momentanea assenza del Dottor X, impegnato in
congresso di medicina sportiva, la porta nel suo appartamento. Dopo averlo
bendato lei chiede di sodomizzarla, e lui per evitare di sbagliare la
spalma di burro su tutto il corpo. Ma il Dottor X che aveva lasciato la
sala del congresso subito dopo la prima comunicazione: "Benefici della
carne umana francese nella dieta degli sportivi" fa irruzione
nell'appartamento, uccide Michette, la fa a pezzi e la offre su un piatto a
Rocco, ancora bendato e un po' sorpreso da quegli strani mugolii, ma non
dall'offerta di cibo, avendo prima chiesto a Michette di comprarle dal
pizzicarolo all'angolo un prosciutto, che vista la spartana dieta
impostagli Dottor X, costituiva in quel momento per lui l'apice
dell'erotismo. Rocco viene sbendato e al posto di Michette trova il Dottor
X che lo informa della improvvisa partenza della ragazza. Dopo averla
cercata senza esito per tutta Parigi (ma proprio tutta! però questa
sequenza è resa in primissimo piano con varie dissolvenze incrociate che
enfatizzano il tormento interiore del protagonista), Rocco si avvia al
luogo della gara e fallisce miseramente la sua esibizione, mentre il dottor
X apprende dal suo passaporto che Michette era in realtà belga."
Abbiamo intervistato Rocco all'uscita della Berkeley University dove ha
partecipato a una conferenza su: "The contribution of Edvige Fenech to the
birth of DOGMA 95".
I: Rocco, il tuo primo successo è stato "Ultimo Rocco a Parigi". Come ti
sei sentito allora ad essere privato del diritto di voto?
R: Machetedevodì? Che io mica avevo mai votato? Però poi gliò detto ar
Sorcio, ar Nano, ar Pischelletto, ar Tripparo, ar Pelagatte, ar Roscio e ar
Pecora (quelo vero!) de annà ar seggio co tutta la compagnia e fare er
dovere loro. E 'ndovina chi è salito l'ano, ehm scusa, l'anno dopo?
I: E' stato un problema dovere rinunciare alle michette?
R: Maddechè, io so 'n fedelissimo daa ciriola ...
--- diritti riservati, mag 2004 ---