nove riproduzioni fotografiche di oli su tela (1990-2004) Oli di SANTO ABBATTISTA (per contatti: redazione@nabanassar.com ) Testi di ANGELO RENDO per gentile concessione degli autori alla redazione di nabanassar (visualizzazione corretta su schermo 1024*768, internet explorer 5.0 e superiori, carattere medio) Queste tele sono di mio zio, Santo Abbattista. Non spenderò parole "critiche", non è nelle mie possibilità. Voglio presentare un "puro", perché dicono che i puri sono degli scimuniti, e che se li mangeranno i pescecani. Mio zio è nato e vive a Scicli, è l'ultimo chiodo della culla, fra i pittori; dipinge da più di trenta anni. A Scicli c'è una grande fioritura di artisti, ci sono reti, e legami. Mio zio non crede in un progetto. Mio zio crede in ciò che fa, e tanto basta. Non si è mai venduto, le "presenze" dipinte sono sempre rimaste nella sua casa, ne ha al massimo regalate alcune. Mio zio non è un irreggimentato, è persona onesta e generosa. Un mese fa circa ha avuto una fulminazione: ha aperto una galleria/bottega tutta sua, vi espone delle "figure" e architetture di carne. Pare non se lo fili nessuno, lui resiste, le figure esorbitano, sono lo spazio, o, quasi, ne escono fuori. La sorte è ironica! La galleria sta attaccata ad un'altra galleria, di grido, però, con tutti i nomi dei famosi, quest'ultima! "C'è chi dipinge moscerini, chi la carne, viva!"- mi ha confidato. Mio zio ha sessanta anni.
EROINA
![]() DONNA SEDUTA
![]() DONNE DA CARAVAGGIO
![]() LEUKOTEA
![]() DONNA ED ETNA
![]() DONNA CON BAMBINO
![]() CRISTO DA CARAVAGGIO
![]() CHIESA MADRE (SCICLI)
![]() CHIESA DI S.GIORGIO (MODICA)
![]() La donna come ossessione, essere mai veramente raggiunto, irraggiungibile per caso, o scelta. Donna eroina, coperta, guerriera, mantello e fez, altera, misteriosa, fuggente. Donna lasciva, sdivaccata, attorta; eppure triste, in preda a noia blu oltremare, vuotata di senso, tenuta a distanza, a bada. Primo giro, smunto il colore, in abbozzo; pian pianino il pittore chiama a raccolta la "norma", scuotendola, è il caso dell'olio "Donne da Caravaggio". Assistiamo ad un raccoglimento vibrante, la tensione è nelle mani che quasi si involano come bianche colombe, staccandosi dalle braccia. La desacralizzazione è compiuta tutta, poi, col tramite di uno sfondo genuinamente grezzo, sfondo a cerniera che risucchia le presenze femminili. Via via, aumenta la temperatura superreale, compaiono modellini di una classicità perduta, baie amene elementari, montagne, mentre, in primo piano, oramai erompe la donna nuda. Donna dea di luce distesa su un manto rosso porpora, immensa, mostrata, eppure pudica e sognante. Il contrasto fra i colori si fa sempre più violento, le campiture dei colori stessi, compattissime, sono personaggi, materializzati. Tutto è carne, l'effetto cromatico è totalizzante. Ora, finalmente, lo spazio è sfondato, i moti sono placidi e flessuosi, l'incarnato è pulsante, tende a porsi fuori dai limiti della tela. I volti, si vedano "Leukotea" e "Donna ed Etna", ad esempio, si fissano in tratti affettivi archetipici, di "razza"/famiglia, si direbbe. L'imponenza è il tratto sommo di ogni composizione. Si pensi alla "Donna con bambino". Davvero curioso questo olio! Una donna o mamma abbraccia non proprio maternamente un bimbo "cresciuto" dai lunghi capelli! Il tema sacro è irrimediabilmente "deviato", il Cristo è un rivoluzionario trasognato, nell'atto di pronunciare una parola "ultima", sul punto di andare via. L'occhio è stato sotto coperta, l' ha attraversata nell'intimo, è poi esploso, senza fede, dandosi alla naturalità delle cose, dei corpi, ha trovato apparente riposo nel fuoco, s'è, dunque, fatto "passeggiatore", umanizzatore di percorsi e pietre. Come spiegarsi lo scorcio in prospettiva laterale della "Chiesa Madre"(Scicli)? E' un brano di carne. Il pittore, col potere dell'occhio, ha naturalmente addentato questa porzione di pietra, nominandola corpo umano. Stessa cosa può dirsi per la "Chiesa di S.Giorgio"(Modica). Ogni apertura ingoia l'occhio di chi guarda. La cattedrale si dà allo sguardo come essere inquieto e, al tempo stesso, lascivo. n.b. Questo pezzo non ha alcuna pretesa critica, o di sistemazione; è legato strettamente a questioni di metodo, riguardanti spazi che dovrebbero darsi naturalmente, ma soprattutto si lega a ragioni di "pulizia" morale. Non ho riflettuto in termini di "valore". ...............................
© la proprietà delle immagini è di Santo Abbattista © la proprietà dei testi è di Angelo Rendo . |