inserisco, riscritta, questa lettera aperta, di luglio, che è anche nel sito
http://sequenze.splinder.it.
In certi punti è accorata, ma non - spero - insincera. A trent'anni, quasi, molte cose arrivano alla maturazione, ed è il tempo giusto, prima che si trasformino in cose non fatte o in frustrazioni, che porteranno dolore. Spero di no, anche in questo caso. Intanto, il senso del distacco dal passato è sempre più forte: rispetto a persone, relazioni, amori, ora viene
da pensare: "Non è successo niente, deve ancora accadere tutto". Qui, infra, è accorato anche il vocativo verso un "voi" generico, che non tiene conto di ogni persona che legge. Chiedo scusa. Ma parlare di questi libri è anche, per me, il modo di esprimere una resistenza che è certamente ideale ma ha a che fare, anche, con il senso che Amelia Rosselli dava a "panegirico": il GIRO DEL PANE, la possibilità di sopravvivere, senza crollare e senza simulare una forza che non c'è ancora.
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Io sono solo, voi - che leggete questo blog - siete molti. Un eccesso di visibilità può essere dannoso; nello stesso tempo esistono: donne e uomini che scrivono; le lettrici e i lettori; la necessità di sopravvivere; la necessità (non solo confessional ma anche e soprattutto estetica) di scrivere con la maggiore attenzione possibile. Chi scrive e pubblica lavora per altri, dopo aver superato la fase del lavoro per se stesso. Contemporaneamente è possibile che faccia fatica a vivere, se tenta di resistere in modo dignitoso. Superati gli scoppi psico-, manca una serenità materiale: quella che permetterà di operare senza scendere a compromessi (come quello, atroce, di vendere i propri libri). Vittorio Sgarbi,
all'inizio del 2001, mi disse, a Genova, davanti a Paola Zallio: "Noi ci siamo dati da fare di più e guadagniamo di più". Non risposi, e Paola non intervenne.
Ho iniziato dicendo che sono da solo, in questa casa - che ho voluto e che è la mia possibilità di essere libero - di Salita degli Angeli. Nel mondo di chi scrive e legge non sono solo. *Voi siete presenti*. Allora vorrei segnalare due libri appena pubblicati: alla libera selezione di chi vorrà, e potrà, chiedo un gesto di attenzione, rivolgendosi ai rispettivi editori.
Sono stati pubblicati, quasi contemporaneamente, due libri in prosa.
Il primo è "La femmina dell'ìmpero. Scritti per un seminario sulla "vera, contemporanea poesia"" (Eeditrice.com, Genova; per informazioni: info@eeditrice.com oppure www.eeditrice.com). E' un libro di saggi sulla
poesia e le poetiche contemporanee (Mesa, Held, De Signoribus, il rapporto Pasolini-Sanguineti, ecc.) con una serie di documenti allegati, che contengono interpretazioni più strettamente intime, ma non sciolte dalla filologia. "E' ben questo che vorrei" (Dino Campana).
Il secondo è "L'esperienza. Poesia e didattica della poesia" (La Finestra, Trento; per informazioni: info@la-finestra.com oppure www.la-finestra.com). L'esperienza segue le lezioni di poesia tenute presso la Scuola Media "Virginia Centurione" (Genova) dalla fine del 2001 alla scorsa primavera: da una parte è un montaggio (anche teatrale) di frasi di alunni e artisti, riformulate post eventum da me; dall'altra è un diario sulle possibilità e i
fenomeni di un insegnamento scolastico della poesia.
Anche queste righe valgono come documento di quello che succede nel laboratorio, dove non esiste solo la scrittura. Si gira per il pane e per la libertà, sempre e di nuovo.