Francesca Serragnoli, da Il fianco dove appoggiare un figlio, Ediz. Re Enzo, Bologna, 2003
(Ascolta! se la stella precipitando…
Se per caso il bambino cade
In mare dalla barca… Ci sono isole,
Isole per qualsiasi amore…)
Marina Cvetaeva
I
…
Non sono tipo che sviti con un un’unghia
non rimango in mano
scendo in angoli torno
in urti brevi come spigoli
per entrare poso
i pugni in porte socchiuse
non so nemmeno se sarò chi sono.
Non amo i legni nudi
i nidi in vista ai vivi
non cerco le cascate di quelli in piena
fra i volti nelle folle.
Adoro chi riparte e batte
il piede insieme all’onda, io
nel quadrato di un bagno
piango i piatti prenotati a vita
che una voce timida disdice
privata, per non essere ascoltata.
E’ un’ora di punta
uno stridore di ruote
ferme davanti a un viso nudo
nelle dolci fiamme umane.
…
Quando chiami
sbuco dal vaso
rido pettinata
come un geranio sfinito
il cuore un quadro caduto
dietro l’armadio.
…
Non restano le melodie
i cori salgono per ultimi
lasciando vele dolcemente punti
poi chiarore, rumore di vetri vecchi
un lieve bottino di sole.
Sento la nave nella notte
la luce mi strappa quando fugge.
Lascia che piova
lascia che l’acqua entri
che la pioggia salga
solo così si brilla
con un tuffo di pancia
nel getto duro dell’alba.
…
II
Tu dici e ti pieghi nei racconti
raccogli i nessi le pietre
le code delle cose
tu dici e dove lo chiudi
ma rimango mi pianto
frenetica giro la sedia
non posso inventare voli
lo sai che non parto non esco
sto impigliata al peso
di non so quale sguardo di freddo
e che tu dici
è il mio cantiere.
…
Ho paura di vederti fra le fiamme
adagio come un bimbo che si posa
si apre per noi un arido settembre
le cime lanciano timori
non credere che sia un faro
ho le scarpe, buchi che non chiudo
entra fame anche dalle rose.
…
Accorgiti
sembra doloroso spingere
spargere lo spazio di gesti.
L’aria è fitta di colonne
non ti vedo
il passato è il pugno che apro
sbendo, ti avvicini
ogni giro è una paura che svesto
arriverà il taglio.
Sentirai pulsare dove ho punito
le nascite a colpi di braccia.
Cado e chiedo di girarti
sulle scale di cristallo
sono scivolata con la fede in braccio.
Non so più dove mi trovo
luce operatoria cielo doloroso…
questo è il luogo
dove lancio le mie paure come uccelli
o non avrò più un figlio.
…
Un attimo ci percuote
più degli altri
una mosca è una forbice
lascia cedere il cielo
come una stoffa pesante.
Non so prendere i punti
tirare il blu.
Il nostro è un dialogo
fra due sepolture
tu avanzi con la vita nell’acqua
un anello ti cerchierà il volto
io esco da una mano
un filo di sabbia.
…
III
…
Quando un bambino
di pochi mesi
con i riccioletti sudati
con un puntino rosso di zanzara sulla fronte
ride
mi si sgretola il corpo
la testa gira come la Terra
il cuore si contrae come una spugna.
Francesca Serragnoli è nata a Bologna nel 1972. Laureata in lettere con una tesi su Sant'Agostino,